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(9260) - CASTAGNETI

Caratterizzazione ecologica e fisica della
tipologia.
Gruppo di siti caratterizzato principalmente dalla
presenza di formazioni forestali a dominanza di
Castanea sativa. Il castagno è specie che in Italia
è stata favorita dall’uomo, sia per il legname che
per il frutto, e che trova condizioni vegetative
ottimali su suoli silicei collinari e montani, in
aree potenzialmente idonee ad ospitare querceti
caducifogli o boschi misti con latifoglie mesofile.
Nella tipologia non è trascurabile la presenza di
habitat di prateria (6210(*), 4030 (Lande secche
europee), 6510, *6220), anche con caratteristiche
mediterranee (querceti mediterranei e praterie
terofitiche), e di boschi di roverella (* 91H0) e
leccio (9340).
I siti appartenenti a questa tipologia godono in
genere di un clima di tipo temperato. Le formazioni
di tipo mediterraneo, che possono trovarsi
all’interno di questi siti, vanno interpretate come
varianti edafoxerofile.
La distribuzione dei siti privilegia il versante
tirrenico della penisola (che è mediamente più
piovoso).
Si tratta di siti con superficie di estensione molto
variabile, prevalentemente intorno a 1500 ha, e con
una quota minima intorno a 300 m.
Relativamente alla copertura forestale, si riscontra
una notevole omogeneità, con un valore medio intorno
all’80%.
Indicatori
Il cattivo stato di conservazione si può dedurre
dalla presenza di specie cosmopolite e ad ampia
distribuzione, che possono essere messe in relazione
a ceduazioni troppo ravvicinate nel tempo o, nel
caso di castagneti da frutto, alla realizzazione di
lavorazioni del terreno.
A tal proposito si riportano i seguenti valori
soglia:
• nei castagneti da frutto, numero di specie
cosmopolite e ad ampia distribuzione in un
popolamento elementare > 30% della flora totale;
• nei castagneti cedui, numero di specie cosmopolite
e ad ampia distribuzione in un popolamento
elementare > 15% della flora totale.
Il buono stato di conservazione può essere valutato
in maniera qualitativa, in base alla presenza di
macrofunghi e di specie nemorali, sia vegetali che
animali.
Una diversità relativamente bassa di Invertebrati,
denota un cattivo stato di conservazione.
Sono indicatori specifici:
• Insecta: Coleoptera, eccellenti indicatori di
buono stato di gestione (con presenza anche di
ceppaie, idonee allo svernamento degli adulti);
nelle Alpi Liguri e nell’Appennino Ligure:
• Insecta, Coleoptera: Carabus solieri (endemita
alpino-occidentale, protetto in Francia), elemento
vistoso e talora caratterizzante delle formazioni a
Castanea;
in tutta Italia (Sardegna esclusa):
• Chachocarabus del gruppo intricatus, elementi
europei, in declino o estinti in vasti settori
nordeuropei e centroeuropei, al momento non
minacciati in territorio italiano.
Ulteriori indicatori di un buono stato di
conservazione sono le comunità forestali di
Mammiferi e Uccelli.
Per i primi, sono rilevanti Mioxidi, Mustelidi e
Insettivori legati ad ambienti umidi; per i secondi,
il miglior indicatore è costituito dalle comunità di
Passeriformi con elevata ricchezza specifica e, in
modo più localizzato, dalla presenza di Piciformi.
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