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FAGGETA

La specie arborea mesofila più
caratteristica delle montagne marchigiane è il
Faggio (Fagus sylvatica), è una specie caducifoglia.
Dal punto di vista altitudinale il faggio compare
intorno agli 800-900 m, ma trova la sua migliore
espressione intorno ai 1000-1300 m, dove costituisce
boschi puri o misti al di sopra della fascia di
vegetazione tipica delle querce (cerro e roverella).
Infatti in questo ambito fitoclimatico, il faggio
mostra un evidente successo competitivo sulle altre
specie arboree come ad esempio le querce.
Il Faggio necessita di notevoli precipitazioni e di
una elevata umidità dell’aria.
Tuttavia, è sensibile al ristagno d’acqua nel suolo,
al freddo intenso ed alla siccità prolungata.
L'adulto può raggiungere anche i 40 metri di
altezza, la specie è abbastanza frugale, sopporta
piuttosto bene terreni anche relativamente secchi,
sviluppandosi anche in zone non particolarmente
piovose, possedendo la capacità di assorbire dalle
foglie l'umidità dell'aria, è moderatamente sciafila,
e, nel limite imposto dalla quota, non patisce
temperature anche moderatamente elevate, tanto che
si può eccezionalmente ritrovare anche ad altitudini
assai inferiori mista alla roverella ed addirittura
al leccio, purché in zone riparate e fresche.
Le faggete sono particolari perché all’interno di
esse si sviluppa un microclima.
La sua lettiera compatta e la scarsa luce che
raggiunge il suolo, grazie alle fronde
particolarmente rigogliose, mantengono un sottobosco
umido e povero di vegetazione (il faggio, ha foglie
ricche di tannino, per cui risultano anche poco
appetite dal bestiame e dalla fauna erbivora
selvatica, sostanza che, se presente nel terreno in
quantità, impedisce la crescita di piante di altre
specie).
Durante la vita un faggio può ammalarsi e alcuni
insetti, pungendo varie parti della pianta,
depositano le uova e questo può causare mutazioni
nelle zone colpite; la pianta reagisce a queste
punture cicatrizzando il tessuto colpito e si
formano le galle, che nel faggio sono delle
protuberanze rosse e rigonfie sulle foglie.
Nella parte alta della valle, a 730m di quota, si
attraversa il fosso e ci si addentra nella bella
faggeta d'alto fusto che copre il versante Nord Est
della Serra di Burano, la cui sommità ha la forma di
cresta allungata con quote dai 1020 m (Pian di
Serra) ai 987 m (M. Perone).
La faggeta è suggestiva per la maestosità degli alti
alberi che ombreggiano completamente il suolo
coperto da uno spesso e soffice strato di foglie
cadute.
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