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Gatto selvatico
(Felis Sylvestris)

In questi ultimi anni è diventato una vera leggenda.
E’ un animale molto elusivo ed ha abitudini notturne
e crepuscolari, quindi può essere presente in
un’area senza che nessuno se ne accorga. Inoltre è
piuttosto raro e fino a poco tempo fa si riteneva
che il suo areale di distribuzione in Italia non
superasse (verso nord), la provincia di Ancona,
risultando diffuso così al centro sud. Altre
popolazioni disgiunte sono segnalate in Liguria e in
Piemonte. E’ presente nei Balcani, nel centro Europa
e, con altre razze, fino alla Cina.
Da qualche anno però, segnalazioni, fotografie,
filmati, rinvenimenti di carcasse, hanno portato
alla conclusione che il Felis sylvestris è presente
e ben distribuito anche nelle foreste appenniniche
delle province di Pesaro Urbino e Forlì.
Il gatto selvatico europeo, diffuso sul nostro
continente ed in Turchia è un vero animale selvatico
e non va confuso (come può facilmente avvenire) con
il soriano o con altre razze domestiche.
I nostri gatti domestici potrebbero non essere
discendenti del gatto selvatico europeo; si ritiene
infatti che derivino dalla sottospecie libica,
addomesticata molti millenni fa in Africa.
La taglia, ma soprattutto alcuni elementi
diagnostici, legati alla morfologia e soprattutto
alla colorazione della pelliccia e alla presenza di
bande o macchie nere in alcune parti del corpo, ne
permettono l’identificazione. Ma naturalmente la
conferma finale si ha tramite l’esame genetico degli
esemplari rinvenuti o di elementi organici quali
peli, feci, ecc.
Il gatto selvatico è un animale solitario e ogni
esemplare ha un territorio molto ampio che può
superare i 100 ettari (10 km quadrati). Non forma
coppie stabili. L’accoppiamento avviene in primavera
e la femmina da alla luce 2 o 4 piccoli dopo una
gestazione di 9-10 settimane.
La madre resta poi coi piccoli fino a che questi non
hanno raggiunto l’autosufficenza, ovvero attorno ai
3-4 mesi di età.
Vive nel folto dei boschi, negli ambienti forestali
più integri e dove minore è il disturbo legato alla
presenza umana. Si nutre di roditori quali topi e
arvicole, ma anche di rettili, di uccelli e, quando
il cibo scarseggia, anche di insetti. |