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Descrizione dei Percorsi Didattici


Il percorso, attraverso una
vecchia carrabile, si snoda dunque in un paesaggio
caratterizzato da una “campagna di montagna”, con
boschetti di cerro alternati a coltivazioni di
cereali.
Quindi si raggiunge il fianco delle Serre e il
paesaggio diviene più boscoso.
Siamo a Ca’ Balbano di sopra e da qui si procede
verso il primo interessante punto dove è possibile
addentrarsi in un viscioleto, impiantato a suo tempo
per accrescere la produzione locale di questo
frutto, destinato alla produzione di amarene e altre
confetture alimentari.
Dopo il viscioleto
ci
si immette in una carraia coperta di massi di
arenaria, in questa strada da esbosco affiorano
sulle pareti di destra gli strati di questa roccia.
Il sentiero continua verso il fosso dei Cerreti,
denominato così per la presenza di boschi di cerro,
dapprima gestiti a ceduo e quindi fitti e
dall’aspetto cespuglioso, per poi passare ad un
tratto in cui la gestione è ad alto fusto, con
alberi colonnari e ricco sottobosco.
Questa è l’area delle Serre ricompresa all’interno
della sic / zps che interessa tutto il sistema
“Serre”, dal M.Picognola (Scheggia – PG) al M.Vicino
(Apecchio – PU).
Qui ha inizio il Parco Naturale Comunale del Bosco
di Tecchie, celebre nelle Marche, per il quale è in
atto un procedimento amministrativo e politico per
la sua trasformazione in riserva naturale regionale,
con l’accorpamento alla istituenda Riserva Naturale
Regionale del M.Catria.
Lungo il percorso si incontrano alcune pozze e degli
stagni, questi ultimi artificiali, creati per
favorire la riproduzione degli anfibi.
Ad arricchire il contesto ci sono i corsi d’acqua a
carattere perenne che scorrono all’ombra delle ampie
chiome degli alberi e sono ambiente d’elezione di
splendidi anfibi, rari o poco diffusi, come la
salamandra pezzata (Salamandra salamandra) e la
salamandrina dagli occhiali (Salamandrina
terdigitata), legate ad ambienti forestali ad
elevata umidità e necessitano, oltre che di acque
pulite, di una foresta vera, ricca di una
lettiera
umida, piena di rifugi e con alberi morti a terra.
Nella parte media del percorso si entra in un
ambiente aperto, costituito da ampi prati arbustati,
derivati da vecchie coltivazioni abbandonate.
Lo strato arbustivo è assai ricco e va da cespugli
di rosa canina, a
ginepri, ad alberi da frutto quali
peri e meli selvatici, piccoli ciliegi da visciola,
sorbi, ecc..
Dopo aver percorso un tratto in salita con tornanti,
si finisce in un punto pianeggiante, ricco di bassa
vegetazione e si costeggia un prato che ospita
l’orto botanico delimitato da una staccionata,
andando avanti ecco il rifugio Ca’ Tecchie.
Dopo il rifugio si seguono le frecce che indicano il
percorso sulla biodiversità fino ad arrivare sotto
al Monte Bono, in questo tratto si incontra una
splendida faggeta mista con cerri, aceri, carpini
bianchi e neri,
ontani, sorbi, ecc..
Si continua seguendo i segnavia bianchi e rossi fino
ad arrivare ad un incrocio, dove comincia un
bosco
ceduo, ma il percorso sulla biodiversità continua a
destra ed è indicato da una freccia.
Il sentiero si snoda all’interno di un bosco misto,
percorre il crinale del Monte Serrone e poi scende
verso il fosso, lo si attraversa e si arriva in un
punto in cui il bosco risulta tagliato.
L’ultimo tratto da percorrere passa all’interno di
questo bosco ceduo, il sentiero ad anello termina al
fosso, nel punto in cui si trova il
pannello n°3.
In quest’area unica nelle Marche, vi è un’autentica
brughiera a
Calluna vulgaris (Brugo), un’ericacea
conosciuta volgarmente come brugo, tipica delle zone
dell’Europa settentrionale, che probabilmente è la
più meridionale dell’ intero Appennino.
Questo piccolo lembo accresce ulteriormente il
valore, già elevato di quest’area.
Lembi di brughiera si possono trovare anche più in
basso lungo il percorso, nelle aree assolate e nelle
interruzioni della superficie boschiva.
Dai prati, osservando il versante orientale delle
Serre, è possibile cogliere con lo sguardo l’intera
successione degli ecosistemi, soprattutto nelle
stagioni intermedie, quando le diverse fasi di
maturazione fogliare delle varie specie arboree,
evidenziano le varie fasce climatiche e
vegetazionali.
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