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Il Viscioleto

Pur trattandosi di un impianto ancora giovane, il
viscioleto (foto) della Valle del Balbano
rappresenta l’inserimento ex novo di un importante
elemento di biodiversità alimentare dato che delle
ciliegie si nutre uno spettro amplissimo di animali,
sia mammiferi come la volpe (Vulpes vulpes), il lupo
(Canis lupus), il cinghiale (Sus scropha), che
uccelli come i turgidi, ad esempio il merlo (Turdus
merula), i corvidi, ad esempio la cornacchia, alcuni
passeriformi come la ghiandaia (Garrulus glandaria)
e la gazza (Pica pica), ecc..
Gli animali non arrecano grandi danni all’impianto e
i mammiferi in particolare si limitano a mangiare la
frutta caduta.
Quindi il viscioleto, come la maggior parte dei
frutteti, costituisce stagionalmente una importante
concentrazione alimentare, che assolve alla funzione
di attirare fauna nell’area del bosco di Tecchie.
L’albero di ciliegio “visciola” è presente anche in
altri punti del sentiero, in particolare nell’area
calcarea, con esemplari spontanei sparsi o a gruppi.
Diffuso è anche il Prunus avium, ossia il ciliegio
selvatico, la cui presenza è evidenziata in
primavera dalle numerose macchie bianche delle
fioriture, che spiccano in mezzo ai boschi o sui
prati.
Si stima che in Europa, solo nell'ultimo quarto di
secolo, in seguito alla diffusione delle pratiche
agricole di tipo intensivo, vi sia stato un forte
impoverimento in termini di varietà e di quantità di
specie presenti nelle campagne.
Per ovviare a ciò le iniziative che possono essere
intraprese a difesa della biodiversità sono la
protezione di ampi tratti di ecosistemi naturali,
contigui a quelli agricoli, che contengano
progenitori selvatici di specie agrarie importanti;
nonché la protezione e l’utilizzazione di cultivar
rare o minacciate e/o di progenitori selvatici.
La piantumazione di visciole a Pian Balbano di Sopra
è una conservazione in situ posta in un’ area ad
agricoltura tradizionale e posata nelle vicinanze di
una zona protetta (Bosco di Tecchie).
Ciò fa acquisire a questa piantumazione un valore
aggiunto sia per il regime vincolistico che ne
deriva, utile a garantire la continuità nell'uso del
suolo, sia per una gestione dell'agrosistema in
coevoluzione con la biodiversità in esso presente.
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